-Uomo come dimensione spazio temporale-

 

Da lettura di questo interessantissimo articolo , estrapolo questa bellissima formulazione: “Merleau-Ponty parte dai suoi studi sulla percezione per giungere alla conclusione che <<il corpo costituisce l’apertura percettiva al mondo, in quanto è animato da un’intenzionalità irriflessa e precategoriale, orientata in modo prospettico verso il mondo, e strutturata da forme diverse di motivazione>>.”.

Il corpo animato da una intenzionalità orientata in modo prospettico. Come se il corpo stesso si definisse a partire proprio dalla percezione di un determinato tipo di spazio tridimensionale, prospettico: un cono che parte dallo sguardo e che si sviluppa da lì, i cui momenti sono fissabili e, in quanto tali, studiabili, misurabili, sottoponibili a procedimento scientifico: il presente, il futuro e il passato. Il passato, se ci pensiamo, è sempre successivo ai primi due, in quanto esiste solo quando avviene la formulazione percettiva di esso, nel presente e quindi nel futuro.
Lo spazio appare correlato all’idea del tempo in modo costitutivo.
Se noi siamo a partire da una situazione prospettica, ciò comporta che noi siamo a partire da una relazione, anzi che noi siamo solo a partire dalla relazione.

Sono i termini di questa relazione a dover essere sottoposti a procedimento scientifico, ma non nella loro qualità di ipostasi, bensì a partire da quanto essi producono di materiale, a partire dai reali rapporti che determinano. L’orientamento materialista è fondato su un principio di trascendenza del quale non si dovrebbe perdere la memoria. Chiaramente, stamane non ho pensato nulla che non sia stato già pensato, Marx docet.

Sempre in questo articolo si precisa un dato di notevole interesse. Il nostro costituirci a partire dal linguaggio determina una produzione nuova di quello che c’era ancora prima del verbale, cosa che non avviene nel mondo vegetale e animale. Ogni paragone con esso, come quello effettuato dal cosiddetto darwinismo sociale (che schiaccia e deprime Darwin) è fuorviante e foriero di prassi fondate sulla menzogna.

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